Kagura


→ Series of 5 items, digital photography printed on Tango satin paper, 100 x 70 cm each
2014

EN
The work Kagura has been realized during the residency "Dispositi Inattuali". In the period of the residency Ryts Monet has worked inside the space of the ex- Hospital of San Giacomo, recently converted into a cultural centre, in the district of Grazzano, an area of Carrara traditionally inhabited by workers and miners employed in the marble industry. After some explorations of Carrara’s surroundings, the artist has come to visit the marble quarries, wherein he decided to develop the photographic project “Kagura”.
“Kagura” is the title of a tale of the Shinto tradition that narrates the story of Amaterasu, goddess of sun, who - in shame for the hostile behavior of her brother Susanoo, the god of storm, hid in a cavern and caused an eclipse.
Through this Japanese legend, the artist imagined to fill the “empty space” produced by the marble extractions with a new “full space” made of sudden light, as the return of a memory. The artificial landscape of the Apuan Alps’ marble caves documents a prolonged subtraction which, in some cases, in the sites of the extractions, has produced a series of tunnels, proper nuclei of absence.


IT
Kagura è un’opera realizzata durante la residenza Dispositivi Inattuali, nell’ambito della quale Ryts Monet ha lavorato negli spazi dell’ex Ospedale di San Giacomo, ora riconvertito in spazio culturale, nel quartiere di Grazzano a Carrara, tradizionalmente abitato dai cavatori e dagli operai impegnati nella filiera del marmo. In seguito ad alcune esplorazioni effettuate sul territorio, l’artista ha potuto visitare le cave di marmo, luogo attorno al quale si sviluppa il lavoro fotografico Kagura.
Kagura è il titolo di un racconto della tradizione shintoista che narra la vicenda della dea del sole Amaterasu che, per la vergogna per il comportamento ostile del fratello Susanoo, dio della tempesta, si nascose in una grotta, provocando un’eclissi. Con il filtro di questa leggenda giapponese, l’artista ha immaginato un nuovo “pieno” per il “vuoto” dei carotaggi, fatto di luce improvvisa, come una memoria restituita. Il paesaggio artificiale delle cave nel distretto apuano parla di una protratta sottrazione, che in alcuni casi, nelle aree di carotaggio, ha prodotto gallerie, veri e propri nuclei di assenza.



Ryts Monet, kagura, carrara, dispositivi inattuali, a cura di julia draganovic e pietro gaglianò, castello di fosdinovo
KAGURA 1, 2014
Ryts Monet, kagura, carrara, dispositivi inattuali, a cura di julia draganovic e pietro gaglianò, castello di fosdinovo
KAGURA 2, 2014
Ryts Monet, kagura, carrara, dispositivi inattuali, a cura di julia draganovic e pietro gaglianò, castello di fosdinovo
KAGURA 3, 2014
Ryts Monet, kagura, carrara, dispositivi inattuali, a cura di julia draganovic e pietro gaglianò, castello di fosdinovo
KAGURA 4, 2014
Ryts Monet, kagura, carrara, dispositivi inattuali, a cura di julia draganovic e pietro gaglianò, castello di fosdinovo
KAGURA 5, 2014